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IL FRICO, SIMBOLO DEL FRIULI

Il Frico rientra per eccellenza tra i piatti tradizionali del Friuli Venezia Giulia. Semplice ma al contempo gustoso, il Frico riesce ad accontentare proprio tutti, dai più piccini ai più grandi. Chi lo utilizza come secondo, chi invece come piatto unico e chi ancora lo serve come antipasto da dividere con i propri amici.
In qualsiasi modo tu decida di servirlo, sicuramente c’è da leccarsi i baffi.

LE ORIGINI DEL FRICO

Il Frico è un piatto povero, originario della Carnia, una regione montuosa in provincia di Udine, nel Friuli Venezia Giulia. La ricetta nasce per impiegare tutte le parti del formaggio non utilizzate durante la sua lavorazione per evitare sprechi alimentari, originariamente detti strissulis.

Il Frico ha origini molto antiche, le prime testimonianze risalgono intorno alla metà del Quattrocento e le possiamo trovare all’interno di un’opera: il De Arte Coquinaria, scritta dal Maestro Martino Da Cuomo, cuoco del Patriarca di Aquileia Ludovico Trevisan.

Il Maestro Martino Da Cuomo era un cuoco e gastronomo italiano, tra i più famosi a livello europeo durante il Quattrocento. A lui si deve la scrittura di questo caposaldo della letteratura gastronomica italiana che divenne ben presto il punto di riferimento per tutta la cucina rinascimentale. Tale è l’importanza di questo personaggio che viene ricordato ancora oggi, ed è per questo che Carlo Cracco, chef pluristellato italiano, decide nel 2011 di costituire un’associazione no profit in suo nome con la volontà di mantenere in vita il suo ricordo e tramandare l’autenticità delle sue ricette.

PERCHÈ IL NOME FRICO

Il termine Frico pare che derivi dal francese fricot, utilizzato per indicare un piatto a base di verdure cotte, chiamato in altri posti anche fricandò o fricassea. Originariamente il nome era Fricò, con l’accento. Solo con l’italianizzazione del friulano parlato è stato deciso di rimuovere l’accento.

RICETTA DEL FRICO

All’interno del libro, scritto in volgare antico, si legge la ricetta originaria del Frico diversa da come la intendiamo noi al giorno d’oggi. Anticamente detto “caso in patellecte” si presentava come piatto dolce:

“Piglia del caso grasso et che non sia troppo vecchio né troppo salato, et tagliarai in fettolini o bocconi quadri, o como ti piace; et habi de le padellette fatte a tale mistero; en el sol fondo metterai un pocho de butiro, ovvero di strutto fresco, ponendole a scaldare sopra le brascie, et dentro gli mettirai li ditti pezzoli di caso; et como ti piace che sia fatto tenero gli darai una volta, et mettendogli sopra del zuccharo et de la cannella; et mandarlo subito in tavola, che si vol magnare caldo caldo.”

Oggi conosciamo due principali versioni del frico: una più croccante e una più morbida.

La versione croccante e più sottile è quella che si ottiene utilizzando unicamente il formaggio e tendenzialmente si accompagna a piatti più corposi. Ad esempio si può comporre una cialda rotonda da porre sopra dei risotti filanti, oppure in fase di cottura si può dare la forma di una ciotola al cui interno poi verranno inseriti dei buonissimi gnocchi ai formaggi.

La versione morbida invece è un piatto a base di formaggio e patate. Molto semplice da preparare poiché basterà grattugiare delle patate e farle rosolare in una padella con un po’ d’olio e cipolla, dopodiché va aggiunto il formaggio e si prosegue la cottura fino al raggiungimento desiderato della crosticina croccante.

Il formaggio tipico della ricetta tradizionale è il Montasio DOP, nelle sue diverse stagionature, è possibile tuttavia utilizzare anche il formaggio Latteria, oppure ancora si può decidere di mischiare le due tipologie di formaggio per renderlo più gustoso.

 

Montasio Fresco

Latteria Fresco

Il nostro Montasio DOP e il nostro Latteria sono biologici e il latte con cui vengono prodotti è certificato latte fieno stg. Le due certificazioni sovrapposte garantiscono non solo il rispetto dei metodi tradizionali di allevamento, ma anche la sicurezza del biologico di ciò che mangiamo.

 

Puoi abbinare il Frico alla classica polenta calda e fumante, oppure puoi decidere di servire il tuo Frico super filante come antipasto accompagnandolo con degli ottimi salumi tipici friulani, come ad esempio il nostro salame biologico. Infine, per chi vuole stare più leggero, per quanto sia possibile, è ottimo servirlo con delle semplici, ma buonissime verdure alla griglia.

Prova il Frico e facci sapere cosa ne pensi!

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